Liceo Ginnasio Statale "A. di Savoia" - Tivoli


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Pubblico delle grandi occasioni nelle Scuderie Estensi il giorno 29 aprile per la presentazione degli Annali del Liceo Classico “Amedeo di Savoia” e del volume del medico tiburtino del XVII secolo Tommaso Neri sulla “Salubrità dell’aria di Tivoli”. La manifestazione, inserita nel calendario del 3225° Natale di Tivoli, è stata introdotta dal presidente dell’ “Associazione Amici del Liceo Classico” prof.ssa Dina Moscioni. Successivamente il dirigente scolastico prof. Roberto Borgia ha illustrato il contenuto degli Annali, facendo rilevare che nel volume parte preponderante è quella degli alunni, cosa che smentisce il luogo comune che vuole gli adolescenti e i giovani di oggi superficiali e poco interessati alla cultura. “I contributi degli alunni sono molti e soprattutto vari, da evidenziare soprattutto la sezione relativa alla creatività, dove, coraggiosamente, essi hanno saputo esprimere le loro sensazioni ed emozioni”. Gli scritti più tecnici degli alunni (La congiura di Catilina, attualizzata con articoli di giornale e brani in dialetto e l’eroe “quotidiano” di Simonide ed Euripide e quello “straordinario” di Pindaro e Sofocle) sono stati poi illustrati dalla prof.ssa Laura Di Lorenzo, decana di Latino e Greco nel Liceo tiburtino. Il dirigente ha poi parlato dei saggi e studi contenuti nel XXIII volume degli Annali, a firma dei prof.ri Vincenzo Giovanni Pacifici, Giuseppe Tripodi, Telemaco Marchionne, Violetta Minati e Piero Bonanni. Particolarmente toccante il ricordo del compianto prof. Mimmo Todini (1924-1983), ricordato nel contributo di Giuseppe Tripodi, come uomo di profonda umanità, e di una gentilezza non comune, in un periodo nel quale alcuni insegnanti si limitavano a considerare l’alunno solo come persona da interrogare o da cogliere in fallo per un compito non fatto. “Degli allievi Mimmo diceva sempre bene e voleva loro effettivamente bene; tra giugno e settembre cercava promuoverli tutti!”. Successivamente sempre il dirigente ha illustrato l’altro volume presentato insieme agli Annali, e cioè la traduzione italiana, curata magistralmente dalla prof.ssa Laura Di Lorenzo, del testo latino del 1622 del medico tiburtino Tommaso Neri. Le difficoltà nella traduzione sono state tante e notevoli, ma il volume arricchito di note esplicative restituisce sia la Tivoli del XVII secolo sia offre uno scorcio della situazione della medicina all’epoca. La nostra città, illustrata della famosa pianta che ci mostra Tivoli tra il 1610 ed il 1621, appare come un ferro di cavallo, circondata su due lati dall’Aniene e, cosa estremamente importante, con i canali (rappresentati come se fossero scoperti) che fornivano l’energia agli opifici. Ed in verità la Tivoli dell’epoca aveva ben 17 mole a grano, 27 mulini ad olio, 2 ferriere ed una fabbrica d’armi. Da qui l’importanza dei canali, soprattutto per la famiglia Neri, che pur non appartenendo all’antica nobiltà tiburtina, aveva una serie di attività industriali e che per un proprio rampollo, Tommaso appunto, aveva scelto la professione, anzi il mestiere di medico, proprio perché tale professione come quello di giudice (e Tommaso ebbe anche un fratello giudice) era evitata dalla nobiltà, perché essenzialmente “meccanica”. Ricostruita brevemente la Tivoli dell’epoca, il prof. Borgia ha poi parlato del lato essenzialmente medico dell’opera, giustificando l’aristotelismo di Tommaso Neri, ed illustrando la teoria degli “umori”, che a quel tempo dettava legge nella scienza medica. Tivoli allora, proprio per la salubrità dell’aria dimostrata con sillogismi aristotelici da Tommaso Neri, ci appare come un’oasi felice, ricca di prodotti della terra, in particolare di frutta, di ortaggi e soprattutto (il prodotto da cui si ricavava il più alto reddito) di olio e di uva da tavola, la famosa uva pergolese. Numerose pagine del testo sono poi dedicate alle acque di Tivoli, sia a quelle dell’Aniene, sia alle varie fonti della città, Rivellese, Sant’Angelo, Ferrata ed Acquoria. Proprio sull’olio tiburtino, famoso allora in tutta Italia, sono stati letti brani dal testo latino e in traduzione italiana dagli alunni Lucia Casaroli, Rofei Michela e Caruso Aldo, che hanno saputo restituire lo spirito seicentesco e baroccheggiante del testo, non privo di spunti scientifici (Tommaso Neri era sempre un medico, perciò un uomo di scienza!). L’alunno Francesco Iacoella ha accompagnato con la chitarra classica anche la lettura degli  altri brani, relativi all’ode a Tivoli, ai venti etesii e la dissertazione sui calcoli renali, non attribuibili, secondo il Neri, all’acqua del fiume Aniene. La presentazione è stata poi degnamente conclusa dall’alunna Sofia Cipriani che con un brano di Bach, eseguito con il violino, ha dimostrato l’alto livello raggiunto nella sua preparazione e la capacità di destreggiarsi in una sonata particolarmente complessa e piena di virtuosismi.